Torino: alle origini di Augusta Taurinorum

Oggi, 30 gennaio 2026, Torino compie 2035 anni (forse).

Ho deciso di scrivere la mia storia sulla fondazione di Torino, giocando tra le fonti storiche e ipotesi archeo-astronomiche moderne che aggiungono un tocco simbolico alla città "magica", posta al centro di due triangoli: quello della magia bianca con Lione e Praga e quello della magia nera con Londra e San Francisco.

Come solitamente faccio, parto da qualche anno prima per poi arrivare alla fondazione.

- Taurini e Taurasia.
Prima della fondazione romana, l’area era abitata dai Taurini, una popolazione celto-ligure che viveva tra il Po e la Dora Riparia, in quello che oggi è il quartiere Vanchiglia. Il suo nome sembra derivare da vench (vinco), da giunco o da una variante di fanghiglia, tutte ipotesi che richiamano le caratteristiche naturali e umide del territorio prima della sua urbanizzazione.
Purtroppo per loro, i Taurini si trovarono sulla strada di Annibale che scendeva dalle Alpi verso Roma e nel 218 a.C. il loro insediamento fu distrutto, ma la zona rimase strategica per il controllo dei valichi alpini.

Proprio per la sua posizione strategica per la via delle Gallie, nel 58 a.C. il proconsole Giulio Cesare fece insediare nell'area un accampamento militare per poi ampliarlo nel 44 a.C. in una prima colonia.




Come si può notare, la città fu progettata con una pianta quadrangolare di circa 680 x 750 metri, seguendo il tipico schema romano con Decumanus Maximus (est-ovest) e Cardo Maximus (nord-sud) che si incrociavano ortogonalmente. Nel tempo il Decumano ha preso diversi nomi, il cui più famoso è via Dora Grossa. Oggi si chiama via Garibaldi e sfocia in piazza Castello dove l'antica porta Pretoria venne inglobata nel medioevo nell'ingresso del castello che oggi vediamo come la parte posteriore di Palazzo Madama.

Ed ecco i nomi delle quattro porte romane:
- Porta Palatina (nord): ancora visibile oggi, è uno dei monumenti romani meglio conservati di Torino.
- Porta Decumana (sud): collegava la città con il territorio verso le campagne.
- Porta Pretoria (est): conduceva verso il Po.
- Porta Segusina (ovest): conduceva verso le Alpi e la Gallia, verso Segusium (Susa).

Forse questa piccola mappa ci permette di camminare nella Torino moderna con gli occhi di un cittadino romano: ogni angolo del Quadrilatero conserva tracce di quell’antico impianto urbano.

Ma la fondazione definitiva fu opera del figlio adottivo Augusto che, intorno al 28 a.C., istituì una nuova colonia militare e commerciale per presidiare il nord-ovest della penisola. Nacque così in quell'anno Augusta Taurinorum, il cui impianto urbano, concepito secondo il modello del castrum romano, è quello che ancora oggi si può riconoscere in quello che viene comunemente chiamato "quadrilatero romano" così ricco di punti di ritrovo, ristoranti e locali tipici.

In sintesi Torino è passata da colonia romana a capitale sabauda, da città risorgimentale a metropoli industriale. Ogni epoca ha lasciato tracce visibili: dalle mura romane al Barocco piemontese, dalle fabbriche storiche ai centri di ricerca.


- La svolta che sorprende.
La data di fondazione della città di Torino non è mai stata conosciuta con precisione. Sappiamo che le sue origini risalgono a una colonia romana, già chiamata Augusta Taurinorum nel 28 a.C., ma non il momento esatto in cui fu “posta” la prima pietra. Nessun documento, infatti, riporta questa informazione.
C'è però chi pensa di aver individuato l'esatta nascita di Augusta Taurinorum: era il 30 gennaio del 9 a.C. (e alcuni articoli riprendono la data).
Questa data nasce da uno studio archeo-astronomico: nel 2019 l’astronoma Mariateresa Crosta (INAF) e l’archeologo Sandro Caranzano hanno pubblicato una ricerca in cui hanno incrociato dati di orientamento urbano con calcoli astronomici.
Hanno misurato con GPS l’orientamento di via Garibaldi, che corrisponde al decumano romano di Augusta Taurinorum: l’asse della strada è allineato con il sorgere del sole in una data precisa.
Risultato: Il sole sorge esattamente lungo quell’asse il 30 gennaio del 9 a.C., giorno che coincideva con la festa della dea Pax Augusta. Da qui l’ipotesi che la fondazione della città sia stata celebrata in quel giorno.

Personalmente mi piace l'idea di questi due studiosi anche perché è affascinante collegare urbanistica, astronomia e religione romana. Poi è anche una data semplice da ricordare.

Quindi tolgo il "forse" che messo ad inizio articolo e scrivo:
"Oggi, 30 gennaio 2026, Torino compie 2035 anni".

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